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23/05/2005


VALUTAZIONE COGNITIVA E PSICOPATOLOGICA IN TRE POPOLAZIONI DI SOGGETTI ULTRASSESSANTE

Focus sulla valutazione cognitiva e psicopatologica in tre popolazioni di soggetti ultrassessantenniLa tendenza all'invecchiamento della popolazione nei paesi industrializzati è un fatto ormai consolidato.

Questa ricerca attraverso lo studio di fattori cognitivi e psicopatologici in soggetti ultrasessantenni vuole contribuire alla conoscenza della salute mentale degli anziani, per trarne delle conseguenze sul piano clinico e sociale.

Abbiamo quindi indagato in ambito non istituzionale ma sul territorio la prevalenza degli aspetti psicopatologici e comportamentali nelle situazioni di deterioramento cognitivo. Sono stati intervistati a questo scopo tutti gli individui con più di 60 anni afferenti (per qualsiasi motivo) all'ambulatorio pubblico di un medico di assistenza primaria dell'ASL 06 del Piemonte con una popolazione di 1500 pazienti, nell'arco di un anno.

Focus sulla valutazione cognitiva e psicopatologica in tre popolazioni di soggetti ultrassessantenniTali soggetti sono stati valutati con un protocollo che indagava diversi aspetti cognitivi e psicopatologici. Sono stati inoltre raccolti alcuni dati di natura demografica quali età, scolarità e condizioni sociali. Nei dodici mesi durante i quali si e' svolta la ricerca sono giunti alla nostra osservazione 164 individui ultrasessantenni. Sono stati esclusi dalla casistica i soggetti a cui non e' stato possibile somministrare i test per svariati motivi (grave afasia, sordità…) o che non hanno voluto sottoporsi a tali prove e due pazienti affetti da psicosi ed in cura presso il locale "Centro di Salute Mentale". Prima della somministrazione di tali test a tutti i soggetti e' stato chiesto formalmente il consenso, dopo aver spiegato lo scopo di tale ricerca. Dei soggetti esaminati 19 hanno mostrato un deterioramento mentale al MMSE.

Focus sulla valutazione cognitiva e psicopatologica in tre popolazioni di soggetti ultrassessantenniSono stati quindi considerati due gruppi di controllo: uno composto da 17 pazienti con lesioni cerebrali emisferiche documentate alla TAC o alla RMN e un gruppo di individui neurologicamente indenni composto da 20 soggetti scelti in modo randomizzato e paragonabili per età e familiarità al gruppo dei pazienti con deterioramento intellettivo.

Per lo studio degli aspetti cognitivi il protocollo prevedeva:

1 - il MMSE (mini mental state examination) per la valutazione oggettiva globale delle funzioni cognitive, test facile da applicare, che valuta l'orientamento nel tempo e nello spazio, la memoria, la capacità di attenzione e calcolo, il richiamo di oggetti e il linguaggio.


2 - i subtest IV e VII della scala Wechsler per la memoria logica rispettivamente per la capacita' di apprendimento (di parole per coppie associate)



Per lo studio degli aspetti psicopatologici abbiamo utilizzato:

1 - la scala di valutazione psichiatrica BPRS che indaga parametri della sfera psicopatologica quali ansia, umore depresso, comportamento allucinatorio e delirante, affettività...


2 - la scala per la valutazione dei sintomi psichiatrici positivi SAPS, somministrata ai familiari e riferentesi all'ultimo mese. Tra l'altro indaga la produzione di allucinazioni e deliri e i disturbi formali del pensiero.


3 - la scala per la valutazione dei sintomi psichiatrici negativi SANS analoga alla precedente , ma vertente su aree passive quali appiattimento affettivo, assenza di volizione, anedonia e asocialità…

Gli eventuali disturbi distimici sono stati ricercati mediante la scala per la depressione di Hamilton che oltre all'umore indaga anche aspetti somatici quali insonnia, perdita di peso e disturbi somatoformi gastroenterici…

Focus sulla valutazione cognitiva e psicopatologica in tre popolazioni di soggetti ultrassessantenniL'aspetto ecologico cioè la capacità dei soggetti a rispondere alle richieste dell'ambiente e quindi la loro "autosufficienza" nella vita di tutti i giorni e' stata valutata mediante la scala delle attività strumentali IADL che indaga abilità quali: uso del telefono, competenza nel fare acquisti e usare mezzi di trasporto, cucinare, lavare e rigovernare la casa, assumere farmaci e maneggiare denaro.

Il grado di consapevolezza del proprio deficit mestico e' stato quantificato mediante il questionario di autovalutazione SRSMF il cui punteggio e' stato messo in relazione ai subtest IV e VII della scala Wechsler ottenendo in tal modo l'indice di anosognosia di Della Barba.

Risultati e considerazioni

A) - il gruppo di soggetti con deterioramento intellettivo al MMSE ha mostrato una significativa diminuzione delle performance ai subtest IV e VII della scala Wechsler rispetto al gruppo di controllo neurologicamente indenne. Non così i soggetti con lesioni cerebrali. Questo fa pensare che o le lesioni cerebrali non interessassero aree critiche per l'espletamento di tali funzioni corticali superiori o i test a nostra disposizione e da noi adoperati a tale scopo non fossero sufficientemente sensibili da evidenziare iniziali deficit di tipo mestico.


B) - la competenza nelle attività di tutti i giorni ( valutata mediante la scala IADL ) e' risultata compromessa in modo significativo nel gruppo dei deteriorati e sorprendentemente in modo non significativo negli individui con lesioni emisferiche. Questo ci pare un aspetto degno di interesse e denso di conseguenze sul piano socio-sanitario. Ci si deve cioè sforzare di prevenire e trattare tale patologia almeno quanto se non di più delle affezioni motorie e fisiche in generale.


C) - la consapevolezza del proprio deficit cognitivo era ridotta nel gruppo dei deteriorati e ciò sta ad indicare lo stadio medio-avanzato della malattia in questi soggetti (come la letteratura conferma).


Focus sulla valutazione cognitiva e psicopatologica in tre popolazioni di soggetti ultrassessantenniD) - una condizione di tono dell'umore depresso era presente in modo significativo solo nel gruppo dei deteriorati.

Questo fatto impone alcune considerazioni:

  1. può essere difficile differenziare una condizione di depressione mascherata (con disturbi somatoformi ) da una situazione dementigena in fase iniziale
  2. uno stato depressivo può fare sottostimare al soggetto le proprie capacita' mnestiche e d'altro canto può influenzare le prestazioni dei soggetti ai test psicometrici che indagano gli aspetti cognitivi.
  3. esistono sindromi miste in cui coesistono disturbi distimici e dementigeni.
  4. la demenza tipo Alzheimer può essere preceduta da una fase di depressione.

E) - infine abbiamo documentato disturbi di tipo psicotico sia nel gruppo dei soggetti deteriorati che nel gruppo degli individui con lesioni emisferiche. Tenendo conto che la diagnosi di "psicosi autonoma" era stata esclusa ( quando necessario anche ricorrendo al consulto dello specialista) possiamo avanzare alcune ipotesi da verificare con ulteriori studi:

  1. alterazioni cerebrali comuni potrebbero essere alla base di sindromi diverse come le affezioni psicotiche e quelle dementigene.
  2. certi sintomi a valenza psicotica potrebbero far parte del quadro delle demenze tipo Alzheimer
  3. infine il deterioramento cognitivo potrebbe in qualche modo influire, anticipandola o precipitandola, su una affezione psicotica mascherata.

Focus sulla valutazione cognitiva e psicopatologica in tre popolazioni di soggetti ultrassessantenniIn estrema sintesi possiamo affermare che la situazione di deterioramento mentale comporta una diminuzione delle performance di tipo mestico, della consapevolezza del proprio deficit cognitivo, delle capacità di autosufficienza e nelle fasi iniziali la comparsa di una sindrome depressiva manifesta o mascherata.

Meno problematica appare invece la condizione dei soggetti con lesioni emisferiche, che quando superino sufficientemente difficoltà di tipo motorio, mostrano decisamente un migliore adattamento alle situazioni di vita quotidiana, migliori prestazioni cognitive e un potenziale recupero dei deficit legati alla patologia.

Autore: Dott. Tiziano Brizio





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